DELTA DEL PO

RISERVA DELLA BIOSFERA UNESCO

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Dalla  "Presentazione" dell'Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po 

Questa Guida "quantifica e qualifica tutti gli esemplari del patrimonio botanico, floristico e vegetazionale, presenti nel Parco del Delta del Po. Apprezzabile tanto dagli esperti del settore, quanto da un pubblico di lettori più vasto, questo volume fornisce ricche e complete indicazioni, oltre che illustrazioni, su flora, formazioni boschive dunali, golenali e palustri, sulle loro caratteristiche e distribuzione sul territorio. Il Delta del Po è infatti uno straordinario esempio di biodiversità ambientale in cui anche le aree boschive, che seguono il tracciato del corso del fiume fino al mare, contribuiscono a creare un habitat ideale per accogliere e ospitare numerose specie botaniche protette. L’Ente Parco con questa pubblicazione, risultato dell’osservazione e dello studio di due qualificati autori, intende promuovere la conoscenza e il valore del paesaggio vegetale deltizio per stimolarne una corretta tutela e gestione."



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PREMESSA 

Di Giovanni Caniglia - professore associato di Botanica Sistematica presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova (tratto da Pagina 10 – 11)

Come le dita di una mano distesa, il Po occupa un vasto territorio, in passato assai negletto e talora dimenticato: il Polesine. L’immagine comune di questa appendice di terra, che si protende verso il mare e da sempre in competizione con esso, evoca un piatto paesaggio privo di forme arboree e con ampie distese di monocolture. Un luogo quasi da evitare perchè poco interessante e poco vario.

Questi sono solo dei pregiudizi dettati dalla fretta e dall’ignoranza perché il Po e in particolare il suo delta, nasconde numerosi ambienti ricchi di vita e di biodiversità, forse poco appariscenti, ma per il loro intrinseco valore ambientale rappresentano un patrimonio prezioso da conservare e da consegnare integro per le future generazioni.

Le motivazioni che giustificano l’istituzione di un’area protetta, quale il Parco Regionale del Delta del Po, non sono dettate da fatti esclusivamente emotivi e soggettivi quali la tranquillità dell’ambiente, il fascino del sorgere del sole, dello stormire delle foglie o del volo in formazione di uno stormo di uccelli acquatici, ma da ragioni inconfutabili legate a normative della Comunità europea che si basano su fatti concreti, come la presenza di ambienti o di specie animali e vegetali che un’equipe di studiosi ha identificato e selezionato ritenendoli meritevoli di conservazione in Europa per le loro peculiarità, rarità o pericolo di scomparsa.

Al fine di preservare da un degrado, altrimenti irreversibile, le aree ad alto valore naturalistico e la loro biodiversità caratteristica, la comunità europea ha emanato delle direttive che si basano sulla documentata presenza di specie, ecosistemi e ambienti sensibili. Con questi presupposti sono state individuate le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC); tutti definiti in maniera analitica e identificati mediante un codice di riconoscimento univoco per tutto il territorio europeo.

Indipendentemente dalle dimensioni e dal fatto che un sito sia più o meno “bello” dal punto di vista estetico, nell’area del delta esistono numerose realtà che meritano una particolare tutela, altrimenti corriamo il rischio di perderle per sempre a vantaggio di un ambiente sempre più uniforme, urbanizzato, industrializzato e inquinato. A titolo di esempio possiamo citare la presenza, ormai relittuale, dei cordoni dunosi fossili di Donada, Contarina e Ariano nel Polesine, testimoni delle passate linee di costa. Questi rappresentano appunto dei Siti di Importanza Comunitaria che, senza le attuali normative di legge, rischiano di essere fagocitate dall’edilizia o dall’agricoltura.

Queste limitazioni all’uso, o meglio all’abuso, del territorio non devono essere viste in chiave solo negativa per la “libertà” del cittadino residente, anzi proprio grazie ad esse sono accessibili numerose possibilità di finanziamenti erogati su progetti concreti atti a compensare gli eventuali disagi introdotti dai vincoli e a favorire l’ampliamento, la conservazione e il corretto utilizzo dei siti stessi.

Il libro che viene proposto da due esperti conoscitori del territorio del Delta, Enrico Piva e Silvio Scortegagna, pur avendo come titolo “I boschi del Delta del Po”, in realtà ci fanno percorrere, con le loro osservazioni, i numerosi ambienti dell’area deltizia. Dalle formazioni pioniere presenti lungo le spiaggie, alle formazioni dunose relitte che ritroviamo nell’entroterra, fino alle formazioni forestali con tipologie più o meno complesse.

Facendoci prendere per mano dai due autori avremo occasione di seguire itinerari inconsueti alla scoperta di ciò che dal punto di vista naturalistico è ancora poco noto a un vasto pubblico di persone curiose che desiderano conoscere l’ambiente del delta e approfondirne alcuni aspetti del patrimonio vegetale.

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SOMMARIO



La ricca iconografia e le descrizioni delle schede botaniche saranno sicuramente di stimolo per approfondire la conoscenza della biodiversità vegetale del territorio deltizio. Il libro nel suo complesso rappresenta un valido e prezioso documento che utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile a tutti si rivolge a un pubblico assai vasto, formato non solo dagli amanti della natura e degli ambienti, ma da quello della scuola fino a quello, forse più difficile da raggiungere, dei turisti occasionali. 

VEGETAZIONE FORESTALE DELLE DUNE - SPECIE - PAG. 40


VEGETAZIONE DELLE GOLENE - SPECIE - PAG.109


VEGETAZIONE DEI BOSCHI PALUSTRI - SPECIE - PAG.146


REALIZZAZIONE DI PINO SCHIESARI ALIAS PINOVISION

IMMAGINI DEL PO E DEL SUO DELTA ATTUALE E DEL PASSATO